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Piatto con Aringa per la quaresima - ittica center

Molti pesci provenienti da altri oceani e dal Mare del Nord, come il Merluzzo, fanno parte della nostra tradizione culinaria ormai da secoli e anche l’Aringa è presente sulle nostre tavole sin dal Medioevo.
La fortuna di questo pesce proviene dalla consuetudine del “mangiar magro” –astenersi dai cibi dolci e soprattutto dalla carne- durante il periodo della Quaresima, che comincia tradizionalmente il “mercoledì delle ceneri”, cioè quello immediatamente successivo all’ultimo giorno di Carnevale, il martedì grasso, per poi terminare a Pasqua. Grazie ai grandi banchi che vivono nelle acque dell’Atlantico settentrionale e si possono pescare tutto l’anno, l’aringa è anche un pesce eco-sostenibile.
L’Aringa è un pesce povero, in Belgio e nei Paesi Bassi si usa mangiarla fresca o magari fritta in padella, e che si presta a una conservazione per lungo nel tempo: in salamoia, sott’aceto e spezie, affumicata a caldo o a freddo oppure salata.

Come preparare l’aringa sotto sale.

L’aringa va lasciata una notte in ammollo sotto un filo d’acqua corrente fredda. Una volta scolata dall’acqua si fa bollire l’aringa per qualche minuto, dopodiché sgocciolatela e spinatela in modo accurato. A questo punto basta condirla con olio extra-vergine di oliva, pepe, sale e spezie a piacere.
L’aringa può essere guarnita da cipolla e prezzemolo, servita su un crostino di pane caldo o con della polenta grigliata.

Buon Appetito!